Il 1 giugno esce nelle sale “Il Mundial Dimenticato”, di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, prodotto da Verdeoro, Dock Sur in collaborazione con Rai Cinema, Rai Trade, Istituto Luce – Cinecittà e Nanof.
Il film racconta in forma di documentario i fantomatici mondiali del 1942, mescolando fiction e materiale d’archivio. Il risultato è un “Mockumentary” ispirato a celebri precedenti come “Zelig” di Woody Allen, un genere che ben si presta a narrare gli aspetti più leggendari del calcio attraverso realistici particolari storici abilmente ricostruiti grazie ai filmati dell’Istituto Luce.
Tutto comincia da una suggestione letteraria, da un racconto dello scrittore argentino Osvaldo Soriano: “Il Mondiale del 1942 non figura in nessun libro di storia ma si giocò nella Patagonia Argentina”. Da qui prende origine “Il Mundial dimenticato” e grazie a lunghi anni di paziente lavoro, muovendosi in una zona d’ombra della storia del calcio e della Storia del XX secolo, giocando sul confine fra lo stile rigoroso del documentario e lo spirito del cinema, il film racconta le vicende del campionato Mondiale di Calcio del 1942, mai riconosciuto dagli organi ufficiali dello sport, rimasto per decenni avvolto nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore.
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Il film racconta che il campionato fu organizzato grazie all’accanito impegno del Conte Vladimir Otz, stravagante e visionario mecenate illuminista di origini balcaniche.
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La storia si apre con il ritrovamento di un misterioso scheletro con la macchina da presa negli scavi paleontologici di Villa El Chocon, nella Patagonia Argentina. Le indagini svelano che i resti umani appartengono a Guillermo Sandrini, cineoperatore argentino di origini italiane, ex fotografo di matrimoni e inventore per hobby, ingaggiato per “filmare i Mondiali in modo memorabile e rivoluzionario”
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Il più esperto ricercatore sul tema, il giornalista argentino Sergio Levinsky fa da guida in un’inchiesta che attraversa l’America Latina e l’Europa.
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Le suggestioni di immagini d’archivio inedite e spettacolari e di una ricca documentazione (fotografie, giornali locali, lettere, diari privati) si alternano a numerose interviste che coinvolgono sia i pochi appassionati testimoni diretti, sia personalità della cultura e del calcio: Gary Lineker, Roberto Baggio, João Havelange, Darwin Pastorin, Pierre Lanfranchi, Osvaldo Bayer, Victor Hugo Morales.
Nel 1942, mentre il mondo civilizzato è ingoiato dalla ferocia della II Guerra Mondiale, dodici squadre si sfidano per conquistare la Coppa Rimet, stranamente riapparsa in Patagonia. Formazioni composte da pochi giocatori professionisti mescolati a migranti di mezzo mondo, operai e minatori, ingegneri ed ex cercatori d’oro, acrobati del circo e rivoluzionari in esilio, una squadra nazista in missione segreta, una formazione di illusionisti Mapuche in cerca di riscatto, una nazionale italiana alternativa e antifascista.
A completare il quadro:
Un arbitro con la pistola: Guarda il video>>
Una bellissima fotografa ebrea in fuga dall’Europa e dal Terzo Reich: Guarda il video>>
Un portiere indio che ipnotizza gli avversari: Guarda il video>>
Chi vinse il misterioso Mundial? Perchè da allora non se n’è più parlato?


Venerdì 17 maggio alle 21:00, in diretta dall’Auditorium Conciliazione di Roma, Radio2 trasmette “610 dieci”, una serata speciale per celebrare i dieci anni di comicità “on air” di Lillo e Greg





