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  • 140-jacopo_blogE’ partita su Ray140 secondi” , la web serie dove la vita non ha più tempi morti.
    140 secondi come i 140 caratteri di Twitter: non c’è molta differenza tra la maniera in cui Jacopo Alighieri racconta la sua vita e il linguaggio condensato, veloce, sintetico e ipertestuale dei social network.

    In quindici rapidi episodi le vicende di Jacopo si affastellano, si rincorrono e vanno a comporre un mosaico della vita contemporanea, ordinaria eppure sempre stupefacente (e spesso disastrosa!). Tra un capo vessante e ottuso, un lavoro precario e frustrante, una ragazza bellissima e totalmente disinteressata all’articolo Jacopo, una famiglia che crea più problemi di tutte queste altre cose messe insieme, 140 secondo è un bel frullato di ironia e divertimento. Rinvigorente.

    - Guarda la prima puntata della webserie>>

    - Scopri tutte le storie di Ray>>

  • fuoriclasse_01«Figli grandi e piccolissimi, allievi spinosi e amorevoli, colleghi suonati e imprevedibili. Ma lei ce la farà perché le donne ce la fanno sempre». Così Luciana Littizzetto sintetizza le nuove avventure della “sua” professoressa Passamaglia, la protagonista di “Fuoriclasse – Terzo capitolo“.
    Quattro puntate in prima visione su Rai1 da domenica 19 aprile alle 21:35

    Una produzione Rai Fiction prodotta da ITV Movie, per la regia di Tiziana Aristarco.

    Guarda il promo>>

     

    Guarda la fotogallery con gli scatti di scena>>

    "Fuoriclasse 3 – Luciana Littizzetto (Isa Passamaglia) e Fausto Maria Sciarappa (Enzo Vivaldi)

    “Fuoriclasse 3 – Luciana Littizzetto (Isa Passamaglia) e Fausto Maria Sciarappa (Enzo Vivaldi)”

    È passato un anno dall’ultima volta che l’abbiamo vista. E l’avevamo lasciata proprio alle prese con quello che si può definire un momento biblico per ogni donna, soprattutto se non più giovanissima: la nascita di un bimbo. Per ironia della sorte, dopo una gravidanza abbastanza complicata che l’aveva costretta per qualche tempo lontana dai suoi studenti, alla professoressa Passamaglia dove le si potevano rompere le acque? Ma certo, nel cortile del liceo Caravaggio, la sua seconda e amatissima casa! Poi la corsa in ospedale e il vagito di Anna, la nuova piccola vita che fa capolino al mondo.

    "Fuoriclasse 3 – foto di scena"

    “Fuoriclasse 3 – foto di scena”

    Tutto dunque ricomincia da qui e, per dirla con le parole di Luciana Littizzetto, che le dà volto e anima: «La professoressa Passamaglia torna col suo mondo complicato e strampalato. Torna la prof trafelata che cerca disperatamente di tenere insieme i pezzi della sua vita che scappa da tutte le parti. Figli grandi e piccolissimi, allievi spinosi e amorevoli, colleghi suonati e imprevedibili. Ma lei ce la fa. Perché, anche se spesso nessuno ci crede, le donne ce la fanno, sempre».

    Fuoriclasse Off: l’esclusiva webseries su Ray >>

    "Fuoriclasse 3 - Lunetta Savino (Beatrice Passamaglia)"

    “Fuoriclasse 3 – Lunetta Savino (Beatrice Passamaglia)”

    Ma per vederla in azione tra pannolini da cambiare, pappe e biberon, tra adolescenti con picchi ormonali da gestire a casa e a scuola, colleghi più o meno bizzarri e affidabili, e non ultimo un amore, Enzo, entrato in automatico in modalità “padre super protettivo” con la velleità di portare Isa all’altare, non dovremo che attendere domenica 19 aprile.
    Il primo appuntamento con il terzo capito della serie “Fuoriclasse” è in prima serata su Rai1. Ma c’è di più, per Isa le sorprese, belle o brutte che siano, sembra non finiscano mai: un giorno guardando la tv viene catapultata in un vero e proprio ginepraio di emozioni e ricordi familiari.

    Riuscirà a ricomporre anche questa volta il puzzle ingarbugliato della sua vita?

    Nel cast: Fausto Maria Sciarappa (Enzo Vivaldi), Ninni Bruschetta (Salvatore Lobascio) Ettore Bassi (Tommaso Canfora), Giulia Bevilacqua (Gaia Marciali), Irene Ferri (Stefania Rosati), Andrea Arcangeli (Michele Tramola), Angelo Donato Colombo (Marco Soratte), Michele Di Mauro (Espedito Ferrero), Germana Pasquero (Marcella Zara), Beatrice Schiros (Margherita Lobascio), Vito (Broccoletti), Brenda Lodigiani (Eva Mair), Lavinia Longhi (Valentina), Matilda Anna Ingrid Lutz (Barbara), Benedetta Cimatti (Chiara), Hace Dig (Tuan), Roberto Gudese (Dario), Simona Tabasco (Aida), Gioele Borgia (Ettore Lobascio), Robert Dancs (Luca Canfora), Annalisa Maria Lavaselli (Francesca), Gianandrea Muia (Manuel), Denise Tantucci (Mara Ferrero). E con Gisella Burinato (Tina Cappoli), la partecipazione di Lunetta Savino (Beatrice Passamaglia), Neri Marcore (Riccardo Tramola) e con Bruno Gambarotta (Don Luigi), Tommaso Ragno (Filippo Iaconello).

    Rivedi le puntate della 1^ serie>>

    Rivedi le puntate della 2^ serie>>

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  • fco_blogIn attesa della terza serie di Fuoriclasse, sulla piattaforma Ray parte la web-companion-seriesFuoriclasse Off”,  in dieci episodi che vedono protagonisti i ragazzi, allievi e non, che abbiamo imparato a conoscere nella serie generalista.

    Siamo in una villa fuori Torino, dove impazza un toga party (accuratissimi i costumi, n.d.r.) con un risvolto inaspettato: un’irruzione improvvisa della polizia infatti sospende il divertimento generando interrogativi e sospetti. Chi li ha chiamati? E perché?

    Mentre i ragazzi vengono interrogati uno per volta in cucina, ognuno raccontando la propria visione della storia, si compone un puzzle spassoso e originale che fotografa il contenitore “festa” con tutti gli elementi tipici dell’atmosfera liceale. Chi ha esagerato con l’alcol, chi si è innamorato, chi addirittura ha iniziato, quella sera, a credere agli alieni…

    Per tutti gli appassionati delle avventure della professoressa Passamaglia, ma anche per chi cerca delle pillole aggraziate e divertenti, Fuoriclasse Off soddisferà le aspettative.

    - Guarda la prima puntata>>

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  • 1/4/2015 ore 14:33

    Una casa nel cuore, il 6 aprile su Rai1

    Commenti 4

    Cristiana-Capotondi

    Una storia dei nostri tempi. Una di quelle che raccontano la tragedia di chi all’improvviso perde tutto e, senza nessun sentore o preavviso, si vede sfumare affetti, sparire amici, soldi e soprattutto si ritrova senza un tetto sulla testa. È “Una casa nel cuore“, film tv diretto da Andrea Porporati con protagonista Cristiana Capotondi.

    In onda su Rai1  lunedì 6 aprile in prima serata.
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    Una produzione Rai Fiction – Red Film; prodotta da Mario Rossini per Red Film.

    Nel cast accanto a Cristiana Capotondi:  Giorgio Colangeli, Simone Montedoro , Michela Andreozzi, Aurora Giovinazzo, Nadia Kibout, Denis Campitelli , Chiara Gensini, Matteo Cremon, Marco Conidi, Fabio Brunetti, Ludovico Vitrano, Maria Rosaria Carli, Silvana De Santis, Ninetto Davoli.

    "Una casa nel cuore" - Cristiana Capotondi

    “Una casa nel cuore” – Cristiana Capotondi

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    Liberamente ispirato al romanzo “Condominio Occidentale” di Paola Musa, “Una casa nel cuore” racconta la storia di Anna, interpretata Cristiana Capotondi.
    « Una donna – racconta il regista – apparentemente fragile e rinchiusa in una vita piuttosto soffocante, ma tranquilla. Una mattina si sveglia e scopre che tutte le sue certezze sono svanite. Il marito, un po’ stalker, che l’ha pian piano costretta col ricatto dell’amore a un’esistenza di completa dipendenza da lui, è sparito. Ha dei debiti con degli usurai, la sua attività è fallita, ma soprattutto è fuggito senza una spiegazione per Anna e sua figlia Aurora. Lasciandole letteralmente in mezzo a una strada».

    "Una casa nel cuore" - Giorgio Colangeli

    “Una casa nel cuore” – Giorgio Colangeli

    Per madre e figlia si prospettano tempi davvero duri, ma insieme li affrontano a testa alta maturando una nuova consapevolezza che le porterà a riprendere in mano la loro vita.
    «Scoprono mondi – aggiunge Porporatiche non avrebbero mai immaginato di conoscere. Si avventurano per un’altra città, una Roma che rivela aspetti minacciosi e duri, ma anche sorprese di bellezza e umanità imprevedibili. E alla fine Anna sarà una donna diversa, più forte, più libera. E l’amore che la lega a sua figlia è cambiato, è diventato un legame più profondo per entrambe. Qualcosa per cui valga la pena di vivere».

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    "Una casa nel cuore! - Simone Montedoro

    “Una casa nel cuore! – Simone Montedoro

    Nel film si racconta un volto della capitale spesso dimenticato, quello ai margini, dove il fascino dei luoghi si mischia inevitabilmente alla disperazione e alla speranza di chi li vive come casa propria: «Dal punto di vista della regia, seguire il viaggio di Anna e Aurora nell’altra Roma mi ha permesso di filmare e mostrare quella parte di splendore che tutti i giorni abbiamo accanto, ma su cui raramente posiamo lo sguardo. Splendore che non è solo meraviglia dei luoghi, ma anche delle persone e degli incontri imprevisti che si fanno. Madre e figlia incontrano brutte e belle persone nella loro avventura. Ma saranno queste ultime a costituire una nuova famiglia per loro. Un piccolo gruppo di senza casa, che viene ospitato “provvisoriamente”

    "Una casa nel cuore" - foto di scena

    “Una casa nel cuore” – foto di scena

    come loro in una casa galleggiante sul fiume, in attesa di un alloggio popolare. Quell’intermezzo nelle loro vite, la casa sul fiume e i compagni che la abitano, diventerà un ricordo indelebile e caro. E’ qui che incontrano i nuovi amici che le aiuteranno a rifarsi un’esistenza»

    Primo tra tutti una specie di angelo custode, interpretato da un Ninetto Davoli, un uomo misterioso, che ha deciso di non parlare, solo lui sa perché, ma che si affeziona ad Anna ed Aurora e si prende cura di loro a suo modo, con poesia e leggerezza. E alla fine decide di rompere il suo silenzio per loro, anche se solo per dire tre parole, ma così importanti che non poteva tacerle.

    E poi c’è Augusto, interpretato da  Giorgio Colangeli, che è il capo del piccolo gruppo di “condomini” della casa sul fiume, preoccupato di difendere la loro normalità di esseri umani, di aiutarli a restare persone degne di questo nome.

    E accanto a loro un gruppo di personaggi, segnati dall’avventura che è capitata, ma solidali e disposti a mettere insieme i loro talenti cui hanno prestato volto e anima Chiara Gensini, Nadia Kibout, Marco Conidi, Matteo Cremon, Fabio Brunetti, Denis Campitelli.

    E poi Simone Montedoro, che interpreta Francesco, l’uomo che forse riuscirà a convincere Anna a dare una nuova chance ai sentimenti e all’amore. Infine Ludovico Vitrano, che ha saputo portare con pazienza i panni difficili del marito inadeguato, non all’altezza della donna che aveva a fianco e Michela Andreozzi che interpreta con sensibilità e delicatezza il ruolo di un’amica di Anna che deve fare una scelta difficile…

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  • Mennea_04A due anni dalla scomparsa (21 marzo 2013), Rai celebra il grande velocista pugliese nella miniserie, “Pietro Mennea – La Freccia del Sud”, per la regia di Ricky Tognazzi, in onda domenica 29 e lunedì 30 marzo, in prima serata su Rai1.

    A dare volto e anima al mito dell’atletica leggera, Michele Riondino, uno degli interpreti più amati del piccolo e grande schermo, come Mennea uomo del Sud.

    Guarda l’intervista a Michele Riondino>>

     

     

    Una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, lui stesso protagonista nella miniserie nei panni del grande Carlo Vittori, uno dei migliori tecnici federali che l’Italia abbia mai avuto, l’allenatore che più di ogni altro fu vicino al campione.

    "Pietro Mennea. La freccia del sud" - Foto dal set

    “Pietro Mennea. La freccia del sud” – Foto dal set

    Nel cast, Elena Radonicich è la moglie Manuela, la donna della sua vita, mentre Gian Marco Tognazzi veste i panni di Masi, il funzionario FIDAL spesso in conflitto con l’atleta. E, ancora, Jerry Mastrodomenico (Lojacono), Nicola Rignanese (il padre, sarto, che non smise mai di credere nella genialità agonistica del figlio) e la partecipazione di Lunetta Savino, nel ruolo della paziente ma severa (e amatissima) madre del velocista.

    Intervista al regista e al cast. Guarda il Backstage>>

    "Pietro Mennea. La freccia del sud" - Foto dal set

    “Pietro Mennea. La freccia del sud” – Foto dal set

    La leggenda vuole che già nell’assolata Barletta degli anni Cinquanta, il piccolo Mennea si fosse guadagnato la fama sfidando in corsa i “macchinoni” dei ragazzi più ricchi: non c’erano Alfa Romeo o Ferrari che tenessero, Pietro in velocità le bruciava tutte. Inizia così la storia del più grande velocista della storia dell’atletica italiana, primatista mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19”72, tutt’ora record europeo, e Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980.

    Gli scatti dal set. Guarda la fotogallery>>

    "Pietro Mennea. La freccia del sud" - Foto dal set

    “Pietro Mennea. La freccia del sud” – Foto dal set

    Un atleta, Mennea, che ha fatto dei valori e dei principi etici legati allo sport la sua bandiera. «Contro il nemico si combatte, con l’avversario si compete. E la competizione implica lealtà e rispetto»: questo l’insegnamento tratto da una gioventù vissuta all’aperto e da esperienze che forgiano una personalità solida. Ma quella della “Freccia del Sud” è soprattutto la storia di un atleta determinato e ostinatamente tenace che con impegno, sacrificio e forza di volontà, è riuscito a spingersi oltre i limiti fisici senza fermarsi mai nel suo percorso, nemmeno quando l’ostacolo sembrava intramontabile. Un uomo di talento, animato dalla spinta a vincere e a lanciarsi dopo ogni traguardo nella sfida successiva, considerando ognisuccesso, piccolo o grande, un semplice punto di partenza per una nuova avventura anziché un approdo. Un racconto vibrante e dal valore universale scritto per regalare emozioni e celebrare un campione divenuto uno dei miti dell’immaginario sportivo internazionale.

    "Pietro Mennea. La freccia del sud" - Foto dal set

    “Pietro Mennea. La freccia del sud” – Foto dal set

    Guarda in anteprima i primi minuti della miniserie>>

    Prima parte
    Olimpiadi di Mosca, 1980. Pietro Mennea è ai blocchi di partenza per la conquista della medaglia olimpica. In un attimo, tutta la sua vita gli scorre davanti. Barletta. Molti anni prima. Pietro va a scuola, aiuta il padre Salvatore, umile sarto e soprattutto corre già più veloce di tutti. È una corsa che esprime l’energia di vivere e la solarità meridionale tarpata in un carattere timido. Almeno finché non è notato dai dirigenti di una Polisportiva locale, la Avis Barletta. Qui il talento di Pietro trova finalmente una strada e la sua esplosività un metodo. È in occasione di una trasferta dell’Avis che Pietro vede correre e vincere alle Olimpiadi di Città del Messico ‘68 l’atleta nero Tommie Smith. Dallo schermo della tv lo vede alzare al cielo il suo pugno chiuso. Il destino di Pietro è segnato. E il giorno dopo, fatale coincidenza, Pietro corre sotto lo sguardo di Carlo Vittori, il miglior tecnico federale italiano. Pietro vince. E di lì a pochi giorni Vittori lo richiama per proporgli di allenarsi con lui a Formia nella Scuola Nazionale di Atletica “Bruno Zauli”, un centro di eccellenza dove si formano i futuri campioni. La madre Vincenzina si oppone alla decisione di Pietro di intraprendere un futuro incerto nello Sport e, in un diverbio acceso, scaglia contro il figlio un bicchiere che resiste all’urto ma si scheggia; Pietro le intima di conservarlo per brindarci quando le porterà una medaglia d’oro olimpica…

    Il racconto di Mosca 1980. Guarda il video>>

    Messico 1979: intervista originale. Guarda il video>>