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  • 1/10/2014 ore 0:52

    Dei delitti e delle pene, 250 anni dopo Beccaria

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    beccariaDei delitti e delle pene di Cesare Beccaria è un’opera fondamentale e di straordinaria modernità. Radio3 dedica al trattato un ciclo di 40 puntate in occasione dei duecentocinquanta anni dalla pubblicazione.
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    Ogni sabato dalle 18 alle 18.45, il programma Dei delitti e delle pene rileggerà l’opera del Beccaria alla radio per riflettere sull’attualità del pensiero dell’autore, ripercorrere tutta la sua opera e il suo ruolo nel quadro dell’Illuminismo riformatore europeo e comprendere la svolta etica, legislativa e filosofica imposta dalla sua opera, anche alla luce dell’attuale situazione carceraria italiana.

     

    Dei delitti e delle pene fu prima messo all’indice nel 1766 e in seguito accolto entusiasticamente dagli illuministi francesi, che contribuirono a diffonderlo rapidamente in tutta Europa.

     

    Al principale esponente dell’Illuminismo italiano si devono i concetti fondamentali del diritto penale moderno, che il programma ripercorrerà insieme a filosofi, storici, giuristi, testimoni e professionisti del settore. Per offrire agli ascoltatori una lettura unitaria dell’opera, proponendo anche nuove interpretazioni del pensiero del filosofo, materiali di archivio, letture tratte da grandi romanzi di tutti i tempi.

     

    Il programma avrà una parte dedicata alla vita in carcere oggi. Storie, testimonianze di detenuti, amministratori penitenziari, guardie carcerarie, educatori, direttori, associazioni. E attraverso l’analisi storica del secolo dei lumi cercherà di analizzare i tempi odierni, la situazione nelle carceri, il dramma della tortura, l’indulto e le sue controverse applicazioni e conseguenze nella società contemporanea.

     

    Apriamo le istorie, e vedremo che le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità: non già dettate da un freddo esaminatore della natura umana, che in un sol punto concentrasse le azioni di una moltitudine di uomini e le considerasse in questo punto di vista: la massima felicità divisa nel maggior numero. Felici sono quelle pochissime nazioni che non aspettarono che il lento moto delle combinazioni e vicissitudini umane facesse succedere  all’estremità de’ mali un avviamento al bene, ma ne accelerarono i passaggi intermedi con buone leggi; e merita la gratitudine degli uomini quel filosofo ch’ebbe il coraggio dall’oscuro e disprezzato suo gabinetto di gettare nella moltitudine i primi semi lungamente infruttuosi delle utili verità”.

    (Dei delitti e delle pene, dall’Introduzione)

     

    Ascolta il programma a partire da sabato 27 settembre alle 18.00 e a fine puntata scarica il podcast

     

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