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  • 28/5/2013 ore 19:13

    Femminicidio. La rete contro

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    blog-rai-no-violenza-sulle-donneAggreghiamo pensieri e costruiamo azioni positive. L’ennesimo delitto, commesso da un uomo contro una donna, (nel caso di Corigliano in Calabria vittima e carnefice erano fidanzatini adolescenti) ci pone dinanzi alla necessità di studiare, condividere e soprattutto avviare nuovi percorsi. Subito. Servono maggiore conoscenza, prevenzione e servizi. Sono fuorvianti e dannose le polemiche o peggio la superficialità. Intanto, finiamola d’interrogarci sul termine “femminicidio”.

    Sarà brutto, cacofonico – secondo alcuni – perfino inutile, perché esiste già la categoria dell’omicidio che lo comprende, ma porta con forza l’attenzione su un problema globale, ovvero che si ripete alle latitudini più diverse, definendolo per quello che è. Il femminicidio è la forma estrema di violenza sulla donna, già vittima di maltrattamenti e di stalking, compiuta per lo più nell’ambito di rapporti affettivi e familiari. Dunque un delitto odioso.

    E’ in questa sfera, infatti, che si sviluppano più di frequente le situazioni di abuso e di sopraffazione, con radici specifiche, ma sostanzialmente generali, perché denunciano immaturità soggettive e soprattutto connivenze familiari e sociali. Connivente è chi assiste passivamente a quanto accade. E senza cercare altri sinonimi, si arriva al suo contrario, che è l’estraneità alla situazione, nel pantano dei luoghi comuni, dove è più facile arrendersi all’ineluttabilità, che costruire un cambiamento possibile. Va sfatato anche il pregiudizio geografico e a seguire quello etnico ed economico-culturale. In Italia, ad esempio, nella tragica classifica dei femminicidi, domina il Nord, che supera del doppio il Sud, capace di resistere, grazie al suo tessuto socio-familiare, benché assediato dalla crisi e dunque dall’inevitabile declino. Né il profilo del carnefice esprime usi e religioni diverse o si ritaglia nella marginalità sociale: è un uomo italiano nella larghissima maggioranza dei casi, un uomo normale, adulto.

    Non giova  la polemica sul numero dei delitti, sostanzialmente costanti negli ultimi anni e comunque troppi, perché nella fisiologia del femminicidio sono solo la punta dell’iceberg. Le cifre si gonfiano se si aggiungono gli omicidi tentati e  quando si considerano le lesioni, diventano enormi.

    Che nel nostro paese, finalmente, l’attenzione dei media sul femminicidio sia aumentata è decisamente positivo. Potranno esserci imprecisioni, il focus della lente sul problema potrebbe perfino prestarsi al rischio di deformarlo,  ma peggio sarebbe  minimizzare. L’attenzione porterà altra attenzione, oltre la cronaca, ci si augura, soprattutto a vantaggio delle vittime.

    La Camera dei Deputati, proprio in questo clima, poche ore fa ha ratificato all’unanimità la Convenzione di Istanbul, sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne, introducendo in particolare l’ambito della violenza domestica. L’informazione Rai sta facendo la sua parte con le dirette di RaiNews, i Tg, i giornali radio e le trasmissioni di approfondimento.

    RaiNet punterà sulla Rete, che come ci ricorda Michel Maffesoli è l’enorme contenitore del sentire e dunque del condividere e dell’emozionarsi.  Da subito, un progetto multimediale sul portale Rai.Tv per offrire, sul tema del femminicidio, tutti i contenuti Rai già prodotti e quelli in corso, ma con un obiettivo prossimo, da costruire. Vorremmo creare una sezione sul nostro sito, che aggreghi conoscenza e proposte e che offra  risposte, nello spirito di un progetto di servizio pubblico. Cercheremo le parole, per trovare i pensieri…e le alleanze.

    Carmen Lasorella  Presidente RaiNet

    Vai allo speciale Rai.tv contro la violenza sulle donne >>

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    Contro la violenza sulle donne, ripercorrendo questo importante passaggio parlamentare, mercoledì 29 maggio Rai1 e Tg1 dedicheranno la  mattina al tema.

    Unomattina vedrà la presenza in studio alle 7.30 della Presidente della Camera Laura Boldrini e alle 8.45 della Presidente della Rai Anna Maria Tarantola.

    Guarda in streaming  “Unomattina”, Rai1, dalle 07:30 >>

    Tante le storie che si alterneranno nel corso della mattinata:  Luca e Chiara che sono i figli di Alice Acquarone, uccisa a Torino nel 2009, a 46 anni, dal compagno che voleva lasciare. Annarita e Simona sono le figlie di Maria Anastasi, uccisa e poi carbonizzata a Trapani dal marito geloso, lo scorso mese di luglio, quando era al nono mese di gravidanza. Rosella e Alessandro sono la mamma e il fratello di Tiziana Olivieri, l’operaia di 41 anni di Reggio Emilia uccisa nell’aprile del 2012 dal giovane convivente, Ivan Forte, scarcerato da poche settimane per decorrenza dei termini della custodia cautelare.

    Tra i servizi filmati un’intervista al Premio Nobel della Pace 2013, l’iraniana Shirin Ebadi; un’intervista al Ministro degli Interni Angelino Alfano e  vari contributi dagli Stati Uniti e dall’India.

    Nel corso della mattinata all’interno del contenitore si alterneranno l’avvocato Barbara Spinelli, consulente ONU sui temi del femminicidio e il Presidente del Tribunale dei Minori di Roma Melita Cavallo. Tra le ospiti l’avvocato Giulia Bongiorno, Ottavia Piccolo e Irene Pivetti.

    La mattina  di Rai1 sarà scandita da uno spot contro ogni tipo di violenza. I conduttori e  i giornalisti  indosseranno una spilla che ricorda l’impegno del servizio pubblico nella lotta alla violenza sulle donne. Inoltre nel corso della giornata tutti i TG e i Giornali Radio daranno ampio spazio all’iniziativa.

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