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  • 13/3/2013 ore 21:07

    Habemus Papam

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    “Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave è dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… ma siamo qui”. Sono le prime parole di Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio.

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    La fumata bianca è arrivata alle 19:06 quando i 115 porporati riuniti a Conclave hanno eletto il successore di Benedetto XVI. Piazza San Pietro è scoppiata in delirio urlando ‘Viva il papa. Grazie’. La piazza si è riempita di fedeli mentre le campane della Basilica hanno preso a suonare a festa. Numerose le bandiere dei fedeli arrivati da ogni parte del mondo e rimasti in attesa per lunghe ore sotto la pioggia.

    Il cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato il contendente di Joseph Ratzinger al Conclave del 2005, ora ne prende il posto. Argentino di origini italiane, unico gesuita in Conclave è il primo Papa sudamericano. Ha 77 anni e i cardinali lo hanno dunque scelto pensando ad un uomo di Chiesa navigato, stimato da conservatori e progressisti, personalmente limpido, capace di riformare la Curia romana.

    Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. E’ stato professore di letteratura e di psicologia. E’ stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69. Maestro di novizi a Villa Barillari, San Miguel, nel ’73 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato con ablità per sei anni, sebbene non tutti i gesuiti argentini hanno assecondato la sua ‘Realpolitik’ ai tempi del regime e contestò l’apertura di alcuni confratelli alla teologia della liberazione. Nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe commesse negli anni della dittatura. Autore dei libri “Meditaciones para religiosos” del 1982, “Reflexiones sobre la vida apostolica” del 1986 e “Reflexiones de esperanza” del 1992. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires nel maggio del ’92. Il 27 giugno dello stesso anno ricevette nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Antonio Quarracino, del nunzio apostolico monsignor Ubaldo Calabresi e del vescovo di Mercedes-Lujan, monsignor Emilio Ognenovich.

    Schivo, colto, Bergoglio è sempre stato restio ad accettare ruoli curiali. Molti nunzi apostolici, però, lo apprezzano, e non da oggi. Oppositore del lusso e degli sprechi (ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici) quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri. È sempre stato ritenuto un conservatore ma non gli mancano aperture dialoganti all’ala più progressista. È pronto a prendere il testimone di Benedetto XVI e completare quella riforma della Curia che Joseph Ratzinger non si è sentito di completare.

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