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  • 12/11/2012 ore 0:00

    Partecipa alla Social Tv di ‘Ballarò’

    Commenti 9

    BallaròMartedì 13 novembre, a partire dalle 21.05, entra nella Social Tv di “Ballarò” e avrai la possibilità di vivere in modo differente la diretta televisiva, attraverso un evento che punta a rendere il telespettatore sempre più attivo e partecipe.

    In tempo reale, durante la diretta, potrai commentare la puntata con gli altri utenti, esprimere il tuo gradimento e vedere quello della rete, usufruire di contenuti esclusivi correlati al programma, rispondere a domande e sondaggi in tempo reale su alcuni dei temi trattati, leggere e guardare approfondimenti correlati alla puntata e agli ospiti in studio, vedere le anteprime dei servizi della serata.

    E non è tutto: giovedì 15 novembre alle ore 16.00, sempre all’interno della Social Tv, avrà luogo una videochat con il conduttore Giovanni Floris. Domande e commenti verranno raccolti e selezionati all’interno della Social Tv sia durante la diretta di martedì sera (lo stesso Floris sceglierà i più significativi cui risponderà giovedì in videochat) che nel corso della videochat stessa.

    Accedere alla Social Tv di Ballarò è semplice e completamente gratuito.Ballarò - Giovanni Floris e Maurizio Crozza

    Tutto ciò che serve è un account facebook, twitter o semplicemente una registrazione al portale rai.tv (cliccando in alto a destra su ‘my raitv’).

    Durante la diretta del programma, sul sito di Ballarò o sul Portale multimediale Rai si potrà effettuare il check-in online e utilizzare l’applicazione Rai.tv Social direttamente sul web.

    In alternativa, se preferisci interagire tramite tablet, potrai scaricare l’applicazione Rai.tv disponibile su iOS e Android e collegarti alla sezione “Social Tv”.

    Scarica l’applicazione Rai.tv per tablet e fai check-in:

    – Applicazione Rai.tv su tablet iOs
    – Applicazione Raitv su tablet Android

    NB: Per visualizzare l’evento, clicca su MENU e scegli la voce EVENTI SOCIAL TV all’interno dell’app Rai.tv

    Da questa puntata ci sarà inoltre un’importante novità per gli utenti web della Social Tv: sarà possibile infatti visualizzare il player con lo streaming della diretta Tv di Ballarò, completa di highlights, all’interno della Social Tv stessa.
    Una novità che ben presto riguarderà anche tutti gli utenti tablet: su Android Tablet questa impostazione sarà infatti disponibile da martedì 20 novembre; a seguire anche su iOS Tablet.

    Partecipa dalle 21.05!

    – Vai al sito di “Ballarò” >>

  • Commenti

    9 Commenti

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    • Aramis / Svizzera scrive:

      Avantutto 1 meritato elogio al programma e al suo conduttore. Sono un cittadino svizzero che da anni seguo con interesse la trasmissione e la politica italiana in generale. Fare un commento sintetico sull’attuale situazione economico-politica italiana…. é decisamente cosa ardua….! A mio modo di vedere i problemi sono parecchi e di diversa natura…..alla base ci sta comunque un mancato rispetto delle istituzioni. Uno dei temi trattati nel programma in onda riguarda gli stipendi degli statali (impiegati e dirigenti)….! é assurdo che 1 dirigente statale percepisca fino a 300’000 e oltre euro annui. Non é concepibile che vengano elargiti premi x raggiunti obiettivi…..CASPITA ci mancherebbe che 1 impiegato pubblico nn raggiunga gli obiettivi….é intrinseco nell’impiego ! In Svizzera nemmeno il Presidente della Confederazione percepisce uno stipendio di 300’000 euro.
      SIA CHIARO ANCHE LA SVIZZERA HA I SUOI PROBLEMI ….. ! Un augurio che l’Italia si possa riprendere xche é una splendida nazione….! ma nn sarà sicuramente il Pres. Monti e il governo tecnico che lo potra’ fare….

    • la prima repubblica prendeva agli imprenditori quest prendono al popolo,questi si arricchiscono (tasse, tasse regionali, benzina ecc)con la prima repubblica gli stipendi aumentavano, adesso siamo alla FAME,io stavo bene, ora sto alla miseria , che domanda è dove ha sbagliato la politica?ha sbagliato e continua a sbagliare nel parlare di stare vicino ai nuovi poveri e dare stipendi che neanche vivendo 2 vite riuscirei a guadagnare, tutti si buttano in politica è il miglior lavoro senza lavorare, vedi monti vuole rimanere non gli bastano le altre entrate.,

    • La legge che prevede la galera per i giornalisti per il reato di calunnia è sacrosanta. Non è un parere isolato. Provate a fare un sondaggio……

    • Franco Perugi scrive:

      Mi pare giusto che i guadagni in borsa siano tassati al 20%. Sono tasse equiparate a quelle degli altri paesi europei e aquelle di reddito da lavoro.

    • Quel che non dice Martone ( che notoriamente a 19 anni era gia’ laureato) e’ che le pensioni sono state duramente riformate specialmente per continuare a strapagare certi “manager” tipo Mastrapasqua ,Befera ecc…altro che pensioni dei giovani …un ipotetico domani. E non vengano a parlare di equita’ o di crescita .Sono due parole che piu’ questo governo pronuncia e piu’ latitano. Martone , vorrei sapere di quale equita’ parla. Cosa ci ha rimesso lei con le varie riforme ? Pensate veramente di poter continuare a prenderci in giro ancora a lungo ? Mi spiace , ma NOI Italiani stiamo diventando ….POPULISTI …. e alle prossime elezioni …. destra ,sinistra e i cosidetti ” tecnici” diventeranno …DESAPARECIDOS .

    • MA CHE STA DICENDO VENDOLA,SOLO CAZZATE!E’ RIUSCITO A FAR CHIUDERE L’OSPEDALE DI NARDO'(LECCE) 36.000 ABITANTI (SECONDA CITTA’ PIU’ GRANDE DOPO LECCE)!SI VERGOGNI! FROTTOLE FROTTOLE E FROTTOLE!

    • Antonio Rossi scrive:

      Il vero problema dell’Italia è si la mancata valutazione della produttività dei dirigenti, come dice l’On. Crosetto, ma anche e soprattutto quella della stragrande maggioranza dei parlamentari e del loro numero alto. Questo non tanto perché il sistema Italia non sia in grado di pagare il loro stipendio, quanto perché il loro numero alto genera inevitabilmente lobby di gruppo e di interessi che bloccano qualsiasi iniziativa riformatrice.

    • “Perchè Monti non recupera quei 98 miliardi di euro che 10 società delle slot-machines devono allo Stato”?

    • Vorrei che si parlasse della situazione drammatica del Sulcis. Ho scritto una lettera a Eugenio Scalfari ma non riesco a mettermi in contatto con lui, su Internet non ci sono indirizzi email dove possa inviare la lettera. Provo ad allegarla a voi sperando che lui mi risponda perchè lui ha fatto delle affermazioni generiche e qualunquiste irrispettose delle problematiche che persistono nel nostro paese e ritengo irrispettose del fatto che noi come lui abbiamo fatto l’Italia. Irrispettose del tasso di disoccupazione che c’è in questo caso nel Sulcis zona della costa sud occidentale della Sardegna immersa in una crisi senza precedenti e non degna di uno Stato di diritto quale è o perlomeno dovrebbe essere l’Italia.Provo a incollarla qua sotto sperando che ci sia sufficente spazio.
      VI RINGRAZIO SALUTI CARI paola mameli

      Gentile Dott. Scalfari,
      ho avuto modo di ascoltare l’intervista rilasciata in una trasmissione televisiva su Rai 3.
      Alla domanda: “perché gli italiani non pagano le tasse?”, lei ha risposto: “uno dei motivi per cui gli italiani non pagano le tasse è perché non credono più nello Stato e si dimostrano, così, furbi, ma poco intelligenti”. Secondo me lei ha ragione, ma fino a un certo punto.
      Vorrei dimostrarle perché, secondo me, gli italiani non credono più nello Stato, prendendo ad esempio la realtà del Sulcis Iglesiente,
      posto nella costa sud occidentale della Sardegna,
      una vasta area industrializzata ora investita da una depressione economica che ha raggiunto livelli drammatici.
      Di seguito le riporto il resoconto di una delle tante proteste degli operai dell’Alcoa, ennesima fabbrica in dissolvimento della Sardegna:
      “Interruzione di pubblico servizio: questa l’accusa mossa a 31 operai dello stabilimento dell’Alcoa di Portovesme. I lavoratori erano stati identificati e denunciati dalla Digos per la manifestazione all’aeroporto di Cagliari Elmas, lo scorso 29 gennaio 2010. Erano state occupate le piste e lo scalo bloccato. Un blitz estremo all’interno della lotta che gli operai portano avanti da anni nel tentativo di impedire la chiusura degli impianti. Dopo quei fatti i lavoratori erano stati identificati e ora la Procura ha chiuso le indagini. Dovranno comparire davanti al giudice il 20 maggio 2014” ( Unione Sarda del 19 ottobre 2012).
      Il dramma coinvolge tutto il territorio della neonata provincia di Carbonia Iglesias, diventata famosa per essere la Provincia più povera d’Italia e luogo dove, purtroppo, sono nata e dove ora risiede ora la mia famiglia.
      Solo con la crisi di questi ultimi anni sono stati licenziati 8.000 lavoratori.
      Intere famiglie sono finite sul lastrico a causa della chiusura delle fabbriche e dell’indotto e numerosi sono i casi umani di disperazione e miseria. Una vera catastrofe.
      Ora, per “contestare” in parte la sua affermazione Le chiedo: di quale Stato si parla quando Lei dice che gli italiani non pagano le tasse, perché non credono più nello Stato?
      Una risposta riusciamo a darla nel Sulcis: qui non crediamo nello Stato perché in questa realtà lo Stato non è mai esistito.
      Siamo donne e uomini che hanno fatto l’Italia come tutti gli altri, o siamo solo una classe operaia di seri B?
      Siamo forse merce di scambio che viene comprata dalla classe politica in prossimità delle elezioni e poi scaricata subito dopo perché si vuole fare ciò che si vuole dopo essere stati eletti? Lo Stato dov’è?
      Gentile Dott. Scalfari, io rispetto la sua onestà intellettuale e la sua saggezza, ma lo Stato in questo caso non dovrebbe forse dare un segno della propria esistenza? Oppure è sufficiente, secondo lei, dire: “faremo il possibile”, “non dipende da noi”, “ è una crisi internazionale”, e così via?
      Vantiamo un diritto sacrosanto, quello del lavoro che la Costituzione tutela in primo luogo.
      Ci negano il diritto al lavoro. La cassa integrazione non è sufficiente e in breve tempo porta le persone alla frustrazione e all’indigenza.
      Non dovrebbe lo Stato intervenire per salvare quelle fabbriche che producono un alluminio ancora competitivo in tutto il mondo? Inquinano, certo, ma per intere famiglie sono l’unica opportunità di sopravvivenza.
      E’ vero: le condizioni di sicurezza dei lavoratori sono messe a rischio, ma, sia pure lentamente, si stava arrivando ad una tutela per la salute dei lavoratori e alla salvaguardia del territorio per un sviluppo sostenibile con l’ambiente.
      L’alcoa ha inquinato il nostro territorio, ha lucrato, e ora scappa col bottino. Lo Stato non vede?
      I nostri progetti di sviluppo sono sempre stati bocciatigli sprechi denunciati e poi archiviati dalle autorità di controllo(*).

      Ora esiste un nuovo progetto che è il Piano per il Sulcis. Viene dalla politica, da una parte della politica anche se condivisa, almeno a parole, da tutte le forze politiche locali. Si tratta di una proposta seria che dà allo Stato l’occasione per darsi una scossa e riprendere vitalità.
      Lei che ha il potere di far sentire la sua voce attraverso la sua autorevole penna potrebbe aiutarci a diffondere la nostra richiesta di aiuto?
      L’attenzione dei media è ora rivolta alla politica che deve nuovamente presentare i propri candidati. Ma qui nel Sulcis si muore. Si muore di fame.
      Qui non si parla più di politica: si parla di proposte per uscire dalla crisi che ha colpito un’intera provincia. La Regione da sola non ce la può fare. Ci sono in Sardegna anche altre realtà drammatiche, tra i pastori, i commercianti, gli artigiani.

      Dov’era lo Stato quando Berlusconi invece di governare per far crescere l’Italia, faceva solo aumentare il proprio fatturato, anche attraverso le leggi ad personam, salvaguardando solo gli interessi suoi e dei suoi amici e alimentando il degrado e la corruzione? Dove sta la giustizia in questo Stato?
      I politici con i loro stipendi d’oro, i privilegi e i rimborsi non vengono neanche sfiorati da questa crisi. Vagano leggeri e indifferenti su questa palude di disperazione.
      La Comunità Europea non doveva toglierci dal sottosviluppo ?
      I fondi comunitari destinati all’Italia per lo sviluppo sono stati utilizzati poco e male. Perché? Lo Stato non doveva forse vigilare per evitare corruzione e clientelismo? Perché dobbiamo credere in un Stato che non sa dare risposte?
      I dirigenti della Pubblica Amministrazione hanno sempre fatto carriera e sono andati in pensione ricevendo liquidazioni da capogiro. Chi doveva controllare tutto questo, forse la classe operaia? Gli organismi di controllo esistono. Perché non hanno funzionato, e ancora non si attivano?
      La conclusione che ne traggo è che l’Italia è fatta a immagine e somiglianza dei ricchi e della corruzione. E’ un’Italia fatta di leggi inapplicate.
      Perché i media non hanno denunciato tempestivamente con insistenza tutto questo?
      Si, il Governo Berlusconi è caduto, ma la corruzione di cui è popolata l’Italia è ben radicata e non viene smantellata. Perché?
      Perché ancora Equitalia insiste a portar via i beni di qualche imprenditore che resiste alla crisi nel Sulcis e non va a controllare dentro lo Stato e nelle istituzioni pubbliche?
      E’ forse nella forma mentis degli italiani vivere nella corruzione?
      Perché questa forma mentis viene denunciata solo ora? Perché ora non esiste più Berlusconi? Perché la colpa non è più sua ma è degli italiani?
      Le tasse gli italiani non le vogliono pagare perché sono tante e ingiuste, non perché siamo furbi e poco intelligenti.
      Perché dovremmo ubbidire al governo Monti se non abbiamo neanche il pane per sfamare i nostri figli? Poveri eravamo prima poveri siamo ora.
      Gli italiani sono furbi e poco intelligenti? Di quali italiani parla?
      Se Lei viene nel Sulcis si rende conto di come gli italiani hanno sempre servito lo Stato e pagato le tasse anche quando non potevano e continuano ancora a farlo.
      Guardi come lo Stato ci ha premiati e ci sta premiando.
      Gli italiani fanno l’analisi più elementare che possa esistere. Perché se ruba il ricco, non debbo rubare anch’io che sono povero?
      L’eguaglianza, la giustizia, la democrazia, l’etica, la morale. Sono paroloni di cui si riempiono la bocca da decenni molti intellettuali italiani.
      Noi Sardi del Sulcis iglesiente sappiamo solo che la Sardegna è un’isola sempre più lontana dall’Italia e dallo Stato.
      Un’isola bellissima (tranne il nostro territorio ormai in gran parte deturpato dall’inquinamento), ma allo sbando.
      Non abbiamo diritto neanche all’autodeterminazione a causa della nostra insularità per una serie di iniziative sbagliate della classe politica locale.
      La Sardegna e i sardi da soli non possono difendersi dai faccendieri della politica o dai Manager delle aziende irresponsabili e delinquenti.
      La politica non è stata solo in mano a Berlusconi.
      Berlusconi è venuto nel Sulcis nell’ultima campagna elettorale per le Regionali con il candidato sardo che ora è l’attuale presidente della Regione e ha promesso agli operai dell’Alcoa che avrebbe chiamato il suo amico Putin il quale a sua volta avrebbe inviato dei suoi amici imprenditori per rilevare l’Alcoa.
      Gli operai dell’Alcoa, ormai ex, stanno ancora aspettando gli amici di Putin amico di Berlusconi.
      L’unica cosa buona è che almeno Berlusconi si è fatto da parte.
      Ma da noi le cose non sono cambiate.
      Devono essere i cittadini a far cambiare questo stato di cose?
      Penso che da soli non ci riusciremo mai.
      Nel ringraziarla per un’eventuale risposta le invio cordiali saluti
      Paola Mameli

      (*)= Oggi 13 NOVEMBRE IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI, COME RIPORTANO I TG LOCALI, VERRA’ IN SARDEGNA PRESENTANDO UN PIANO PER IL RISANAMENTO DI 360 MILIONI DI EURO CIRCA. SPERIAMO CHE ALMENO IL PANE PER LE FAMIGLIE CHE SONO RIMASTE SENZA STIPENDIO E SENZA SPERANZA SI RIESCA A RECUPERARE SE NEL FRATTEMPO SONO SOPRAVISSUTI.

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