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      blog-rai.tvRai modifica il palinsesto e dedica una serie di programmi al ricordo di Anna Marchesini, attrice amatissima dal pubblico italiano, storica componente del Trio assieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez

  • 10/11/2012 ore 6:00

    4 film di Rai Cinema al Festival di Roma

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    Sabato 10 novembre al VII Festival Internazionale del Film di Roma vengono presentati quattro film prodotti in collaborazione con Rai Cinema: “Carlo!” di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, “La scoperta dell’alba” di Susanna Nicchiarelli, “Alì ha gli occhi azzurri” di Claudio Giovannesi e “Benur” di Massimo Andrei.

    “La scoperta dell’alba”, diretto da Susanna Nicchiarelli e interpretato da Margherita Buy, Sergio Rubini, Susanna Nicchiarelli, Lina Sastri, Gabriele Spinelli, Lucia Mascino, verrà presentato sabato 10 novembre alle 21.30 nella Sala Petrassi nella sezione Prospettive Italia. Il film, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema, è tratto dal romanzo omonimo di Walter Veltroni.
    Roma, 1981: il Professor Mario Tessandori viene ucciso con sette colpi di rivoltella da due brigatisti, nel cortile dell’università e sotto gli occhi di tutti. Muore tra le braccia di Lucio Astengo, suo amico e collega. Poche settimane dopo, Lucio Astengo scompare nel nulla.
    Siamo nel 2011. Caterina e Barbara Astengo, che avevano sei e dodici anni quando è scomparso il padre, mettono in vendita la casetta al mare della famiglia, oramai abbandonata da tempo. La casa è piena di ricordi di un’infanzia interrotta dalla sparizione del papà, di una famiglia spezzata e mai più ricomposta. In un angolo, c’è un vecchio telefono ancora attaccato alla presa. È uno di quei telefoni con la rotella, che fa nostalgia solo a guardarlo: Caterina solleva la cornetta e scopre che dà segnale di libero. Il fenomeno è inspiegabile, la linea è staccata, prova a fare dei numeri ma il telefono rimane muto… poi, quasi per gioco, le viene in mente di provare a fare il numero della loro casa di città di trent’anni prima.
    Questa volta, dall’altra parte sente squillare: le risponde una voce di bambina. È lei, a dodici anni, una settimana prima della scomparsa del papà. Il destino le ha dato una seconda occasione: se non per salvare il padre, almeno per scoprire la verità.

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    Alì ha gli occhi azzurri”, di Claudio Giovannesi, con Nader Sarhan, Stefano Rabatti, Brigitte Apruzzesi, Marian Valenti Adrian, viene presentato in Concorso sabato 10 novembre alle 22.15 nella Sala Sinopoli. Il film è prodotto da Acaba Produzioni in collaborazione con Rai Cinema.
    Ostia, il lungomare di Roma, inverno. Due ragazzi di sedici anni, alle otto del mattino, rubano un motorino, fanno una rapina, e alle nove entrano a scuola. Nader e Stefano: uno è egiziano ma è nato a Roma, l’altro è italiano ed è il suo migliore amico. Anche Brigitte, la fidanzata di Nader, è italiana, ma proprio per questo i genitori del ragazzo sono contrari al loro amore. Nader allora scappa di casa. Alì ha gli occhi azzurri racconta una settimana della vita di un adolescente che prova a disubbidire ai valori della propria famiglia. In bilico tra l’essere arabo o italiano, coraggioso e innamorato, come il protagonista di una fiaba contemporanea, Nader dovrà sopportare il freddo, la solitudine, la strada, la fame e la paura, la fuga dai nemici e la perdita dell’amicizia, per tentare di conoscere la propria identità.

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    “Benur”, diretto da Massimo Andrei e interpretato da Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito, Paolo Triestino, racconta la storia di Milan (Paolo Triestino), un immigrato bielorusso arrivato a Roma con il sogno di poter cambiare vita ma, che non potendo sfruttare la sua laurea in ingegneria, trova lavoro come finto centurione, davanti al Colosseo alle prese con la folla dei turisti con cui si fa fotografare. Il suo datore di lavoro è Sergio (Nicola Pistoia), un ex stuntman e sedicente invalido che si dà da fare con mille lavori fantasiosi pur di racimolare qualche soldo e che condivide casa con la sorella Maria (Elisabetta De Vito), operatrice di una hotline. Poiché la concorrenza davanti al Colosseo si fa sempre più dura, Milan escogita un piano per sbaragliare tutti quanti e, ricorrendo ai suoi studi universitari, costruisce una vera biga con cui attrarre più clienti possibili.
    Il film, prodotto da Combo Film e Viva Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema, viene proiettato nella sezione Prospettive Italia sabato 10 novembre alle 14.30 nella Sala Sinopoli.

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    “Carlo!”, documentario su Carlo Verdone diretto da Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, viene proiettato nell’ambito di Prospettive Italia sabato 10 novembre alle 19.00 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma.
    Il cinema di Carlo Verdone visto da dentro. Gli attori, le attrici, i collaboratori, gli amici, la famiglia, le strade e le voci di Roma, il gioco infinito di riflessi da cui nascono personaggi, caratteri, storie. Ma anche la tecnica, la capacità di osservazione, l’uso del corpo e della voce, la nascita e la psicologia dei personaggi maschili, il rapporto complicato con quelli femminili. E poi i film e gli attori di riferimento, il rapporto con il pubblico, la casa in cui è cresciuto, l’importanza della figura paterna, gli studi al Centro Sperimentale, una formazione che abbraccia l’underground e lo Sceicco bianco, Sergio Leone e Pietro Germi, Alberto Sordi e Jack Lemmon.
    Il tutto ripercorso nei luoghi più tipici del cinema di Verdone, Ostia, Ponte Sisto, gli studios di Cinecittà, il set di Posti in piedi in Paradiso. In un viaggio contrappuntato da foto e filmati inediti oltre che dalle testimonianze di collaboratori, amici, familiari. E accompagnato dal sospetto che i suoi film, non di rado, funzionino anche come una sorta di inconfessata autoanalisi. Un gioco sorridente fra le proprie ansie e quelle dei suoi personaggi, le loro “patologie” e quelle del paese in cui vivono, che forse è la chiave di un cinema molto meno leggero di quanto sembri. E di un successo che dura da ormai da più di trent’anni.

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  • Può il canto risollevare lo spirito di un’intera comunità? Gareth Malone, giovane direttore e maestro di coro, nella terza serie, in quattro puntate, de “I ragazzi del coro”, è alle prese con gente comune da trasformare in cantanti in grado di cimentarsi in una performance corale. Il suo obiettivo è quello di dimostrare che il canto può trasformare la vita delle persone nei modi più impensabili.

    La serie, vincitrice degli International Emmy Awards 2011, andrà in onda su Rai5, a partire dal 12 novembre, ogni lunedì in prima serata.
    Guarda sul web il lunedì alle 21.15>>

    Gareth Malone, questa volta, si trova a South Oxhey, nell’Hertfordshire, 16 chilometri da Londra: un quartiere-città costruito dopo la guerra per i senzatetto, un classico posto da ‘working class’. La condizione di South Oxhey non è affatto idilliaca: la comunità, che vive sulla sua pelle i pregiudizi delle cittadine limitrofe, si trova cristallizzata in uno stato d’indigenza oggettiva e in quel tipo di sconforto che tende a schiacciare, a far scegliere la via della rinuncia e del pessimismo.

    Gareth Malone dovrà convincere l’intera comunità, con profondi e radicati pregiudizi verso i cori, oltre a trovare il modo per trasmettere il suo entusiasmo ai bambini delle elementari, il cui principale contatto con il canto è rappresentato da “X Factor”.

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    Non solo un coro di adulti, ma anche di bambini, provenienti dalle sei scuole del territorio: bambini cresciuti in situazioni difficili, spesso con difficoltà cognitive e deficit di attenzione che contribuiscono a lasciarli agli ultimi posti dell’attuale e feroce lotta all’autodeterminazione.

    Malone accompagna i suoi due nuovi cori attraverso una straordinaria serie di sfide, che vedranno alcuni affascinanti personaggi impegnarsi profondamente nel suo progetto. Il suo obiettivo è quello di organizzare un grande spettacolo a cui invitare tutta la città di South Oxhey, trasformandola in una città che vuole cantare.

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