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  • 2/9/2011 ore 12:46

    “Fortapasc”: la camorra secondo Marco Risi

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    Il 23 settembre del 1985 dieci colpi di pistola uccidono Giancarlo Siani, giovane praticante del ‘Mattino di Napoli’, inviato da Torre Annunziata. Anche se ha appena 26 anni Siani si è già distinto per i suoi articoli che denunciano gli intrecci del potere camorristico nel sobborgo napoletano. Un articolo in particolare, che svela come l’arresto del boss Valentino Gionta sia stato il prezzo pagato per un accordo tra la cosca di Angelo Nuvoletta e quella di Antonio Bardellino, fa infuriare a tal punto i boss da decidere di eliminarlo. L’ultimo articolo sul quale stava lavorando raccontava di ragazzi tredicenni usati dai clan come corrieri della droga. La storia di Giancarlo Siani rivive nel film di Marco Risi Fortapasc, titolo che richiama il senso di assedio di chi vive circondato dalla criminalità. Siani è interpretato da Libero di Rienzo.

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    2 Commenti

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    • LUIGI LANGELLA scrive:

      Quella di Giancarlo è una storia che noi Torresi possiamo comprendere da un punto di vista più profondo, rispetto a quello che possa avere chi vive in un’altra realtè territoriale. Per decenni si è assistito ad un degrado nei valori di Stato, legalità e “buonaffare”, poichè Torre Annunziata da essere una bella realtà industriale e turistica di provincia (industrie della pasta, pesca, trasporti marittimii, turismo) , ha dovuto fare spazio ai vuoti lasciati da queste realtà virtuose a loschi affari criminali, per molteplici motivi legati all’economia ed al mercato.
      Noi cittadini affezionati al territorio, dobbiamo ringraziare Giancarlo per il suo coraggio e la sua caparbietà nel documentare i passaggi di quel degrado, che dovevano essere portati a conoscenza dell’opinione pubblica e dell’autorità costituita al fine di fermare l’avanzare del crimine in città.
      Ciò, purtroppo, non è stato possibile poichè sia GIancarlo, sia altre decine di persone fiduciose nello Stato Legale hanno dovuto arrendersi allo strapotere ed arroganza del crimine, a prezzo della loro vita.
      Quindi, diciamo grazie a tutte le persone come Giancarlo che hanno saputo,e, speriamo, sapranno, portare avanti sempre i valori migliori della nostra società

    • ANNA VIVIANI scrive:

      Questo film,magistralmente diretto dal grande MARCO RISI e magistralmente interpretato dall’attore LIBERO DI RIENZO….non e’,purtroppo almeno per me che per ragioni viscerali, di senso innato della GIUSTIZIA e LIBERTA’…
      insegnatomi da MIO PADRE, SICILIANO PURO MA UN SICILIANO CHE COME TUTTA LA SUA FAMIGLIA DA GENERAZIONI, ERA UN UOMO DI STATO CHE AVEVA SCELTO DI CAMMINARE A TESTA ALTA SENZA STARE DALLA PARTE SBAGLIATA….dicevo, non e’ purtroppo che l’ennesimo doloroso caso di morte annunciata a chi cerca a qualsiasi eta’, con qualsiasi ideologia, di combattere CAMORRA-‘NDRANGHETA-COSA NOSTRA o MAFIA come la chiamiamo noi ecc… Che trovano terreno fertile la’ dove (come a BRANCACCIO PALERMO ) la poverta’ e’ GRANDE. Penso a GIANCARLO SIANI come a DON PEPPINO PUGLISI ucciso da COSA NOSTRA perche’ tentava di sottrarre a BRANCACCIO i bimbi poveri al RECLUTAMNTO MAFIOSO….la lista tra GIORNALISTI,PRETI,MAGISTRATI CON LA “M” MAIUSCOLA E “CITTADINI COMUI”,”PICCOLI EROI” CHE AD UN CERTO PUNTO HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE “BASTA” ANCHE A COSTO DELLA VITA COME LIBERO GRASSI….E’LUNGHISSIMA!!!! FORSE SAREBBE ORA DI CREAREN UN’OPERA CON TUTTI I LORO NOMI INCISI, UN’OPERA SIMBOLICA CHE NON CI PERMETTA DI DIMENTICARNE NEANCHE UNO SOLO! COMPRESI GLI UOMINI E LE DONNE CHE PER POCHI SOLDI,INDOSSAVANO UNA DIVISA SONO MORTI FACANDO LA SCORTA:

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