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  • 13/5/2011 ore 11:45

    Su Rai3 il doc sulla morte di Federico Aldrovandi

    Commenti 9

    Sabato 21 maggio, 23.35, Rai3. La storia della morte di Federico Aldrovandi e della difficile ricerca della verità nel documentario di Filippo Vendemmiati “E’ stato morto un ragazzo”, vincitore del David di Donatello 2011 come miglior documentario.

    – Guarda il servizio del Tg3 >>

    – La puntata di Lucarelliracconta >>

     

    La ricostruzione televisiva è affidata a testimonianze ufficiali e può contare sulla diretta consulenza degli avvocati di parte civile e della madre Patrizia, che – insieme al marito – non si è fermata davanti alla versione “ufficiale” che parlava di morte overdose e nemmeno davanti al silenzio dei media.

     

    Federico Aldrovandi muore alle sei del mattino del 25 settembre 2005, a Ferrara, durante un controllo di polizia. Una morte misteriosa sulla quale si indaga, ma inizialmente tutto pare destinato all’archiviazione. Non finirà così. Perché, dopo nuove indagini e un processo, il 6 luglio del 2009 quattro agenti vengono condannati, in primo grado, a tre anni e sei mesi per eccesso colposo in omicidio colposo.

    – Guarda la puntata di Chi l’ha visto >>

     

    La prima parte è dedicata ai fatti e ai misteri legati a quella mattina e alle ore successive, la seconda al processo e ai suoi numerosi colpi di scena, mentre il finale – partendo dagli interrogativi rimasti senza risposta – tenta una spiegazione verosimile degli avvenimenti.

     

    Il titolo scelto, “È stato morto un ragazzo”, fa riferimento alla vicenda di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. Quella frase, sgrammaticata ed efficace insieme, fu pronunciata da un collega del poliziotto, e rappresenta bene – secondo Vendemmiati – anche le ambiguità della tragedia di Federico, in bilico tra omicidio e casualità.

     

  • Commenti

    9 Commenti

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    • calco sebastiano svizzera scrive:

      O sempre seguito tutta la storia del caro federico ,la forza dei genitori cosi forte le ammiro come uomo di libero penziero nella vita moderna non dovrebbero mai accadere tanta violenza ,viva la liberta delle persone oneste
      un penziero vada all’amico di famiglia di federico lispettore che la riconosciuto e nella fase del processo oh visto un amico distrutto ma un amico sincero,un abbraccio per la famiglia di federico.gli angeli volano come gli uccelli e ci proteggono.calco sebastiano.

    • patrizia scrive:

      il documentario mi ha fatto piangere e arrabbiare molto. per tutta la notte ho pensato a quella immagine del cellulare sopra la panchina, che suonava e la voce che diceva di nn poter rispondere perche’ erailnumero del padre!!!!!!!!!!! Ma quale persona umana mosso dalla pieta’ per quel padre disperato che chiamava il figlio nn avrebbe risposto? Forse di persone umane quella notte Federico nn ne ha incontrata nessuna! Grazie a chi ha pensato e fatto il documentario.Un saluto e un grazie ai genitori di Federico.

    • terribile……veramente terribile…..ho visto il documentario sabato sera e ancora non riesco a crederci…un forte abbraccio ai genitori e a tutte le vittime di ingiustizie per coprire altri.davide di san marino

    • tommaso scrive:

      Ho sempre seguito la vicendo orrenda della morte del giovane Federico e non ho mai dubitato sulla buona fede dei genitori e della vergognosa messa in scena di coloro che dovrebbero tutelare i cittadini e che non solo non lo fanno ma di loro dobbiamo aver paura. La domanda, dopo la sentenza di primo grado, nasce spontanea. Ma questi quattro criminali sono ancora in servizio??????? Perchè non vengono radiatii????????

    • carla natalina scrive:

      ….Non ho parole!!!!….Ho visto il documentario ….toccante nel riferire la tremenda vicenda di federico e della sua famiglia, dei suoi cari. Mi sono sentita coinvolta completamente in questa terribile vicenda che MAI MAI MAI doveva accadere, Sono madre anch’io di tre figli dell’etaà più o meno di Federico…immagino i momenti d’angoscia che i suoi genitori avranno vissuto e rivissuto infinite etrne volte. Il processo e le bugie vergognose degli agenti e dal sostegno di avvocati che tentavano di infangare la memoria di un innocente giovane che come tuttti i nostri figli aveva trascorso una normale ma fatale notte con gli amici. No!!!…Non deve accadere più….non doveva accadere che chi dovrebbe tutelare la siccuraezza nostra, ma soprattutto dei nostri figli, possa diventare invece il loro boia. VERGOGNA TREMENDA VERGONA!!! VI SONO VICINA E IL MIO CUORE DI MADRE SOFFRE CON VOI!!!……………………..Carla

    • Francesco scrive:

      Caro Lino,
      nel seguire con grande emozione la riscostruzione della triste vicenda del povero Federico, da genitore prima, ma da cittadino subito dopo ho provato una grande rabbia e da buon calabrese ti confesso che avrei desiderato avere tra le mani quegli spocchiosi e luridi personaggi che oltre a non onorare la nostra nazione ne rappresentano la parte più spegevole.
      Caro Lino, ti penso con affetto e mentre scrivo mi vengono giù le lacrime che non provo neanche a trattenere; purtroppo la nostra giustizia non è poi così giusta e il solo pensiero che la perdita di un bravo figlio possa essere stata determinata in quelle squallide circostanze per mano ignobili mi porta subito a pensare di contro all’immenso amore ed alle mille cure che avete saputo regalare a Federico nell’arco della sua breve esistenza.
      Mi sento molto solidale e vicino al vostro dolore essendo come dire: un papà di ritorno avendo avuto una prima figlia all’età in cui vi hanno portato via Federico ed altri due splendidi regali 35 anni dopo e so comprendere appieno il valore dei doni che la vita a volte ci concede.
      Spero che ti riesca di leggere quanto ho scritto con il cuore e …. coraggio, il mondo ha un disperato bisogno di sapere che al suo interno vive gente del tuo rango.
      Un abbraccio ai tuoi cari.
      Francesco

    • patrizia scrive:

      ho seguito la storia di federico il 21 maggio su raitre. sono una mamma di due figli di 25 e 19 anni e voglio portare il mio affetto e rispetto ai genitori di un ragazzo a cui è stata rubata la vita ma che sarà sempre nel nostro cuore.

    • Dopo aver visto il documentario riesco solo a dire: vergogna per tutte quelle persone che hanno cercato di nascondere la verità sulla morte di un ragazzo. Un abbraccio ai famigliari di Federico.

    • gabriella scrive:

      Stavo in macchina tornando dal lavoro forse un paio d’anni fa,o forse l’anno scorso, non ricordo con precisione,ma ricordo con certezza che guidavo fino a casa piangendo ed imprecando perchè per radio sentivo un servizio su Federico Aldrovandi, di cui conoscevo già la storia con tutto quello che ne consegue.Stasera non volevo vedere il documentario su Rai3,perchè ci sto troppo male,ma poi ovviamente l’ho seguito fino alla fine.Ciò che è successo a quel figlio è spesso nei miei pensieri e la pena si acuizza quando si rinnova il ricordo.un pensiero affettuoso a tutta la famiglia di Federico.

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