Rumors e anticipazioni

Tutte le novità e video sui programmi Rai da non perdere

  • 18/2/2011 ore 11:36

    Benigni: un cavaliere a Sanremo

    Commenti 24

    Roberto Benigni strepitoso per gli ascolti di Raiuno ieri sera al Festival di Sanremo. La sua performance dedicata alla esegesi dell’unita’ d’Italia e all’Inno di Mameli è stata seguita da 18 milioni di telespettatori, mentre lo share ha sfondato quota 60 per cento.

    Il premio Oscar non ha deluso le aspettative, spettacolarizzando da subito la sua performance entrando a cavallo sul palcoscenico dell’Ariston, diventando così il primo artista del Festival a entrare a cavallo. L’attore ha sventolato il tricolore, esclamando “Viva l’Italia

    Subito le prime staffilate : “La nostra nazione ha 150 anni. È una bambina, praticamente una minorenne“.

    E poi: ”Mameli quando scrisse l’inno aveva vent’anni, quindi era minorenne, perché la maggiore età si raggiungeva a ventuno”.

    Benigni ha continuano ad ironizzare sulla “storia della minorenne“, affermando che “la cosa e’ nata proprio a Sanremo, con la Cinquetti che cantava “Non ho l’età” e si spacciava per la nipote di Claudio Villa

    Alla fine ha pronunciato il nome di ”Ruby Rubacuori: vabbè, l’abbiamo detto”. Quindi si è rivolto al premier: ”Silvio, se non ti piace, cambia canale, vai sul due: ma no, c’e’ Santoro‘ ‘

    L’attore è quindi tornato sul caso Ruby: ”Abbiamo perso tempo a capire se era la nipote di Mubarak, ma bastava fare una cosa semplicissima: andare all’anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori”

    Il premio oscar ha quindi ripercorso a modo suo, la genesi e il significato dell’inno di Mameli. E il pubblico ha cominciato a pendere dalle sue labbra. Benigni ha parlato di Guerre puniche, mondo greco, Marco Aurelio, Traiano, Impero Romano. Quindi ha citato Garibaldi, Cavour e Mazzini.

    Si è parlato anche delle donne protagoniste della storia d’Italia, con un riferimento a Tina Anselmi, primo ministro donna. Non sono mancate delle precise stoccate: “L’Unità d’Italia è talmente bella che c’è qualcuno che non la vuole festeggiare“. E nell’analisi dell’Inno, Benigni ha richiamato l’attenzione di Umberto Bossi: “Dov’è la vittoria / Le porga la chioma / Ché schiava di Roma / Iddio la creò: Umberto, il soggetto è vittoria“. Benigni ha poi commosso la platea: “L’Italia è fatta dal popolo. Loro sono morti per la patria perché noi imparassimo a vivere per la patria”. “Non è l’Italia ad aver fatto il Risorgimento, sono gli Italiani”

    Quindi ha immaginato un ragazzo sul campo che ripensa alle parole dell’inno e se lo canta. L’attore ha quindi cantato l’inno, emozionando la platea e non solo

    L’inchino ha chiuso la storica esibizione di Benigni. E tutti in piedi lo hanno applaudito

    – Riguarda  Roberto Benigni ospite al Festival di Sanremo nel 2009 >>

     

  • Commenti

    24 Commenti

    WP_Modern_Notepad
    • cesare barbadoro scrive:

      Nell’inno nazionale di Goffredo Mameli, caro alla destra e che la sinistra ha recentemente riscoperto grazie alla commovente carica emotiva espressa da Roberto Benigni nel cantarlo sommessamente a San Remo 2011, non si fa caso che nell’enfasi retorica dei versi scritti dall’autore per l’antica Roma imperiale, nell’inno, si identifica Dio, non le divinità romane ma il Dio cristiano, come il creatore di una condizione: la schiavitù della vittoria, la dove per “vittoria” si intende il potere e la potenza temporale di una nazione. Vittoria schiava, per opera e volere di Dio, della città di Roma!: “Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò”…
      Dio, nella Sua infinita misericordia e perfetta giustizia, non pone condizioni al libero arbitrio, tantomeno alle potenze temporali delle singole nazioni destinate, come tutte le umane imprese, a perire. Solo alla fine dei tempi saranno, da Lui, giudicate buone o cattive. Questa frase potrebbe essere considerata, alla luce della Verità Evangelica, un insulto a Dio! Una bestemmia.
      Cristo nel discorso della montagna esalta gli umili, i perseguitati, i poveri, i sofferenti e gli operatori di pace: le vittime delle potenze temporali che da sempre si contendono il dominio del mondo. Cristo non celebra queste vittorie, da sempre causa di guerre e prevaricazioni dell’uomo sull’uomo, ma le condanna! Lui, il Liberatore da ogni schiavitù fisica e spirituale, ci richiama unicamente all’amore. E all’amore anche per i nemici!
      Il voler conferire a Dio una volontà non propria ma nostra, è un’emerita bestialità generata da arrogante ignoranza.
      Quella divina volontà dell’inno nazionale, che Benigni astutamente non menziona, deve essere identificata come la volontà non del popolo, ma di quell’esoterico “dio” del massonico potere anticlericale: quello risorgimentale, garibaldino e sabaudo; l’ideale dei giovani della benestante classe della carboneria italiana.

    • l’esibizione di Benigni è stata magnifica, ma fa riflettere il suo voler dimostrare la necessità di liberare il sud…
      sappiamo bene come il sentimento patriottico fù strumentalizzato dai piemontesi per poter mettere le mani sulle risorse di una terra ricca, economicamente e culturalmente, come era il regno borbonico. quello che non tutti sanno però riguarda il modo con cui furono sottratti i beni ed i diritti del popolo. le tante polemiche che sono sorte intorno alla celebazione dell’unità sono una chiara dimostrazione delle falsità dette negli anni e della mancanza di conoscenza dei fatti. avrei voluto ascoltare anche parole nuove, che facessero giustizia. fratelli d’italia … fratellastri forse.

    • Giovanni scrive:

      Bravo Benigni a fatto cio che gli Italiani si aspettavano da uno come lui…..una entrata spettacolare a cavallo con la bandiera, mentre ineggia l`inno. Perchè sa perfettamente cosa noi vogliamo sentire, ma non o bisogno di Benigni che mi ricordi L`Unità D`Italia…….e in quando al pubblico muto, mentre suonava L`Inno di mameli.

    • d.davide g. scrive:

      Si può acquistare il dvd o dowland del video? Ho provato a cercarlo ma non riesco a trovarlo. QUALCUNO SA DOVE E, COME FARE A TROVARLO? Grazie.

    • […] E Benigni. […]

    • Cetti Mangano scrive:

      Geniale, comico e commovente> Mi chiedo pero` perche` la RAI abbia eliminato l’intero intervento dal suo sito. Adesso si puo` vedere solo a pezzetti su youtube. Che strano!!!!

    • Mario da Genova scrive:

      Simona scrive:
      18 Febbraio, 2011 alle 16:10 Benigni..un vero italiano..finalmente sta insegnando a tutti,da dante all inno di mameli, i veri valori culturali di questa nostra amata nazione.Ricordiamoci che ha saputo ironizzare l olocausto con un gioco… in una parola “geniale”. grazie

      Mario Risponde come si fà ad IRONIZARE ,quei poveri MARTIRI AVENDO FATTO LA MORTE PIù STAZIANTE; parlando di un gioco.
      Simona ; prega molto per l’oro come tutti noi dobiamo fare.
      vi è un detto che dice :
      NON VI BURLATE DI NOI ERAVAMO COME VOI, E VOI DIVENTATE COME NOI.

    • MARIO MIRAGLIA scrive:

      Roberto, mi hai stracciato il cuore. ti voglio bene. La sala piena di fantasmi , gente senza anima e senza rispetto
      per i grandi valori che hai spiegato con tanta passione da far piangere.
      Roberto ti prego, non pensare più ai soldi. vai in giro per scuole e per strade e grida la tua cultura critica.
      e se ci fai sorridere ……… GRAZIE
      Mario
      18 Febbraio 2011

    • Ho seguito il festival di san remo. Lo seguo da quando ero bambina. Da 42 anni abito in Canada…La terza serata mi ha delusa immensamente.. A mio parere, Benigni lo descriverei il pagliaccio a cavallo… Una trasmissione seria come l’unita` dell’Italia doveva presentarla una persona piu` seria… Poi sono stati ricordati tanti cantanti perche` hanno scritto delle canzoni dedicati all’Italia… E come mai non e stato ricordato Mino Reitano? Anche lui ha scritto la canzone “Italia”.. Grazie un saluto da Toronto

    • Fabrizio Crinò scrive:

      Il pubblico a mio parere a fatto bene a non cantare l’inno ne avrebbe perso l’interpretazione.
      Durante una rappresentazione teatrale non si canta, si tace e si gode della bravura dell’attore.
      in questo caso grandissimo, anche se ha fatto un’errore.
      Di fatti il tripudio di appalusi e il tutti in piedi ne ha riconosciuto la grandezza.
      Mi piacerebbe che i professori dei miei figli, un giorno insegnassero la storia raccontandola come ha fatto lui ieri sera.
      Gli italiani sono italiani sempre e dovunque che cantino o no.
      Non prendo lezioni di italianità da nessuno.
      Saluti

    • giuditta scrive:

      Ieri ho deciso di guardare il festival solo perchè c’era ospite Benigni: è stata una scelta azzeccata. Sono rimasta esterefatta da come ha commemorato i 150 anni del’unità d’Italia.Attraverso la sua dotta performance la mia mente si è aperta ad un nuovo sapere: ho finalmente compreso ed apprezzato il nostro CARO INNO NAZIONALE. Fino a ieri, per me, esso era il canto che ci rappresentava nel mondo ma senza un particolare significato: ora che l’ho compreso sono fiera di avere un INNO di così grande valore storico e profondo significato.. Vogli o ringraziare Benigni anche per l’immensa emozione che mi ha fatto provare con la sua stupenda interpretazione. GRAZIE

    • Paolo, Genova scrive:

      Credo che oltre a saper far divertire il pubblico,Benigni, sia stato in grado di condurre una lezione di storia d’Italia veramente degna di essere ascoltata e meditata.
      Alcuni nostri politici,dovrebbero fare tesoro di questo ripasso che ci ha fatto, in quanto le nostre radici non dovrebbero essere mai dimenticarte ne tantomeno ripudiate!

    • Ha ragione la ragazza Tedesca che commenta il valore dell’Inno. Gli Italiani che sono all’estero si sentono più il sangue Italiano. Questo l’ho vissuto di persona essendo stato 20 anni emigrante in germania ringazio la ragazza Tedesca.. Bravo Benigni sei grande peccato che nella nostra bella Italia sei solo

    • in realtà il pubblico ha iniziato a cantare l’inno poi si è fermato perchè il pubblico ha capito che l’obiettivo di benigni era quello di far capire che il “canto degli italiani” è anche un canto intimo

    • ho provato emozioni dimenticate, brividi e commozione, grazie grazie ROBERTO BENIGNI, non credevo che la mia storia di italiana, e sono fiera di esserlo, avesse radici incredibili, avesse spiegazioni per me sconosciute, la scuola che ho frequentato mi ha dato molto poco rispetto a quello che hai saputo darmi in quaranacinque minuti.
      GRAZIE GRAZIE, ORA SO COSA E’ LA CULTURA.
      ciao spero di assistere ancora a spettacoli di pura salute.
      ciao Ida

    • la tedesca scrive:

      bravo giuseppe, e proprio cosi……

    • la tedesca scrive:

      ho seguito il festival ( come tutti gli anni ) dal primo giorno e mi aspettavo molto, molto di piu. proprio da questa serata dedicata a gli 150 anni del’unita, e poi sono stata molto, ma molto delusa.

      i piu belli canzoni d’italia come ” o sole mio ” presentato in una maniera ” vergoniosa ” ( non ho un’ altra parola per farmi capire) mi faceva piacere Nathalie, che presentata molto bene la canzone di Battisti. Brava.

      I’orchestro era molto alto, magari cosi non si sentivno bene i ” piccoli ” voci dei cantanti., del testo si sentiva quasi niente.

      a me da straniera ha colpito poi Benigni. Con le sue parole…. e poi quando cantava l’inno, mi ha fatto comuovere molto.
      Grazie Roberto, sei grande!!!!!!!

      Anchio mi aspettava, che si alzava il pubblico, e cominciava a cantare insieme a lui ( magari non subito, ma almeno doppo un puo.)
      per me questo e lmancanza di rispetto per la propria patria….

      Gli italiani al estero si sentono molto piu italiani ( anche se sono lontani) e cantano l’inno, e non solo quando gioca l’italia a calcio.

      Spero che mi ho fatto capire.

    • murgia massimo scrive:

      Errore storico per Benigni
      Roberto Benigni l’altra sera al Festival di SANREMO, ha confuso i ceci sardi con quelli siciliani.
      Nara Cixiri ! Fù con questo grido che nel lontano 28 aprile del 1794, i cagliaritani, stanchi delle ingiustizie, soprusi e vessazioni, subite da parte della corte dei Savoia, si ribellarono e da quell’episodio, il giorno viene ricordato come : “Sa die de sa Sardigna” (il giorno della Sardegna). Tumulti di piazza, gente che correva fuori da ogni angolo di strada alla ricerca dei piemontesi, che, una volta catturati, venivano caricati su imbarcazioni e allontanati dal suolo sardo. “Nara Cixiri” divenne una formula fonetica attraverso la quale era facile individuare “lo straniero”. Una espressione in lingua sarda pressoché inimitabile per i forestieri.
      Massimo Murgia Villacidro

    • io mi aspettavo che il pubblico in platea avrebbe spontaneamente intonato l inno di mameli con benigni non e successo peccato

    • giuseppe scrive:

      Caro Festival di sanremo, sono uno del popolo è sono italiano anzi italianissimo, prima di ogni cosa voglio fare i complimenti a tutti voi dello staff sanremese, sopratutto a te Gianni, sei un grande e come tutti i grandi sei umile e questo ti fa onore. Quello che non mi è piaciuto è l’esibizione dei cantanti nell’occasione del centocinquantesimo del’unità d’italia di come si sono esibiti gli artisti, faccio un esempio Patty Bravo, Oxa, Tatangelo, Vecchioni, Tricarico e chi più ne ha più ne metta. IO mi domando ma questi cantanti come hanno fatto ? A rovinare a massacrare e a distorcere quel patrimonio che appartiene a tutti noi italiani e non… che è stato costruito con sudore e con fatica.
      Questa si che è una catastrofe, si propio cosi che nel nostro bel paese del bel canto che tutto il mondo ci invidia.
      E ADESSO ?

      Buon proseguimento e tanti auguri
      La voce del popolo

    • roby1955 scrive:

      Bellissimo Begnini, fantastico.
      Ma quando lui ha cominciato a cantare l’inno, emoziante, pensavo che il pubblico si alzava e cominciava a cantare insieme a lui, purtroppo no….per me questo mostra la mancanza di sentirsi italiani….triste.
      Dopo il commento della Canalis su Begnini, veramente mi è sembrato molto falso, senza sentimento…
      Tutto quello che lei ha fatto a Sanremo mi sembra molto indifferente, non mette niente….fredda…
      Viva l’Italia!!! Vorrei vedere tante bandiere italiane in città, nei balconi, nelle strade…

    • Benigni..un vero italiano..finalmente sta insegnando a tutti,da dante all inno di mameli, i veri valori culturali di questa nostra amata nazione.Ricordiamoci che ha saputo ironizzare l olocausto con un gioco… in una parola “geniale”. grazie roberto

    • Gianni Ferrara scrive:

      Sono grato a Roberto Benigni perche’ i suoi sentimenti e le sue parole mi emozionano e dissetano il mio spirito in questo deserto di idee.

    • Maria Maggi scrive:

      ROBERTO NON DELUDE MAI GRAZIE

    Scrivi un commento

    Nota: La moderazion e dei commenti è attiva. Questo potrebbe ritardare la pubblicazione del commento.