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  • 25/10/2010 ore 13:00

    “Report”: C’è chi dice no

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    C’è una nuova rubrica nell’edizione 2010-2011 di Report, partita la settimana scorsa. S’intitola C’è chi dice no e vuole dare risalto a storie esemplari di persone che si rifiutano di accettare le regole – non scritte ed eticamente discutibili, talvolta incompatibili con la Legge – generalmente invalse in alcuni gruppi di potere. Un rifiuto dettato dalla coscienza e dalla dignità, che comporta un inevitabile prezzo da pagare.

     

    Il consigliere: Raphael Rossi, la prima inchiesta andata in onda il 17 ottobre scorso, racconta la vicenda di un professionista specializzato nella progettazione di sistemi per la raccolta differenziata che a 28 anni entra nel Cda dell’Amiat, l’azienda dei rifiuti di Torino. Raphael compie il suo dovere come professionista – evitando l’acquisto di una macchina inutile fa risparmiare all’azienda quasi 5 mln di Euro – e come cittadino: collabora con la magistratura, che grazie alla sua denuncia e al suo aiuto scopre un giro di tangenti. In che modo l’Amiat ha ricompensato il consigliere Raphael Rossi per l’impegno e il lavoro svolto?

     

    Nella puntata del ieri, 24 ottobre, la storia esemplare è stata quella dell’Imprenditore: Ambrogio Mauri. Negli anni 90 Mauri è uno dei maggiori produttori di autobus del nord Italia. Non si è mai piegato al sistema delle tangenti negli appalti pubblici e quando nel 1992/93 scoppia Tangentopoli, Ambrogio Mauri spera in un cambiamento, nell’inizio di una nuova era all’insegna della correttezza e della trasparenza. Ma il sistema non cambia, chi non paga le mazzette è ancora tagliato fuori. Nel 1997 la sua azienda è sull’orlo del fallimento e Mauri si toglie la vita. I suoi figli però non si arrendono, e l’attività va avanti.

     

    Guarda Il consigliere: Raphael Rossi>>

    Guarda L’imprenditore: Ambrogio Mauri>>

    Tutte le inchieste di Report>>

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    2 Commenti

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    • Non pensate sia diseducativo proporre come modelli persone oneste? Se un giovane segue questa trasmissione e poi prende a modello queste persone, non pensate che si ritroverà in grave difficoltà da adulto? Un sistema educativo-informativo non dovrebbe essere in sintonia con la società in cui un ragazzo deve poi essere inserito?

    • Ho visto entrambe le puntate, queste sono le persone di cui il Paese ha bisogno, che sappiano guardare oltre la convenienza dello stare immersi nel gregge e seguire l’onda. Che sappiano, spesso, pagare di persona per costruire un domani diverso e difendere la propria e nostra dignità. Dobbiamo però tutti fare la nostra parte, non lasciarli soli ed altri seguiranno; restando tuttavia consapevoli che ci vorrà ancora tempo prima che questo divenga la normalità. Attualmente qui nel N. Ovest, come certo altrove, l’omertà nella P.A. e nella realtà dei comuni regna sovrana. Si preferisce presentare una “realtà fatta di brochures patinate”, invece di proporre soluzioni reali ai problemi. Una vera tristezza.
      Credo che sia importante tentare di fare rete, condividere le informazioni e, se legalmente possibile, come magari coprendo i volti/targhe, rendere di dominio pubblico le prove del reiterarsi dei reati. Questo potrà fungere da deterrente per i disonesti e smuovere dalla letargia molti Enti ed Uffici pubblici, interrompere la catena di coperture. Complimenti alla Redazione, buon lavoro, Roberto

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