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  • 28/9/2010 ore 15:53

    Tornano le inchieste di Report

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    Da domenica 17 ottobre riparte su Rai Tre Report. La squadra guidata da Milena Gabanelli porta sul piccolo schermo 8 nuove inchieste, frutto di quattro mesi di duro lavoro sul campo. Come sempre, una documentazione precisa e puntuale che, in questa stagione, si focalizzerà sui temi più rilevanti dell’agenda politica ed economica del nostro paese.
    Ecco lo spot

     

    Conflitti e competenze. Ci sono dirigenti che riescono ad accumulare fino a 60 cariche, con dentro anche deleghe importanti. Quali sono i meccanismi che portano ad accentrare tanta responsabilità su un unico soggetto?

    La manovra economica da 25 miliardi su quali settori incide? Come procede il controllo sull’evasione fiscale, cosa è stato fatto e quali ostacoli ne limitano l’efficienza e l’efficacia?

    Le authority. Cosa sono e a cosa servono. Analisi delle più importanti autorità di garanzia, dalla trasparenza dei mercati alla libera concorrenza, dalle comunicazioni, all’energia, alle assicurazioni.

    Finmeccanica. È fra i primi 5 gruppi mondiali nel settore dell’Aerospazio, Difesa, Sicurezza, e controlla i servizi satellitari. L’indagine sullo scandalo Mokbel porta dentro Finmeccanica e sta scoperchiando intrecci di società veicolo, fondi neri e tangenti. I manager arrestati dichiarano molte cose.

    L’energia Verde. Prendi una buona idea, riempila di incentivi e contributi pubblici, senza predisporre un piano energetico nazionale e creerai una distorsione costosissima e improduttiva. Pannelli fotovoltaici e pale eoliche stanno tappezzando il paese, e ogni regione va per conto suo.

    Un mare di petrolio. Dopo gli incidenti nel Golfo del Messico, in India e Cina, è aumentata in tutto il mondo l’attenzione e la paura. Intanto in Italia sta per cominciare una nuova stagione per la ricerca e lo sfruttamento di nuovi giacimenti petroliferi nei nostri mari e in molte regioni.

    Enti benefici. Come vengono utilizzate le donazioni? E a che punto è la ricostruzione di Haiti?

    Prodotto interno lordo. L’indice di misurazione della crescita è da ripensare, e in tutto il mondo si sta studiando come.

     

    In ogni puntata non mancherà un aggiornamento sulle inchieste trattate nelle precedenti edizioni, da banca Arner ad Alitalia. In chiusura, la nuova rubrica “C’è chi dice no”: imprenditori, amministratori pubblici, giornalisti, politici, che non hanno rinunciato ai loro principi, nonostante il prezzo da pagare in termini personali. Casi esemplari e modelli di quella parte d’Italia normale dove la dignità non ha prezzo.

     

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    Un commento

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    • Giovangualberto Ceri scrive:

      Don Luigi Verzé, nel suo volume intitolato “pelle per pelle, ricorda quando, l’Arcivescovo di Milano monsignor Giovanni Battista Montini, il 19 ottobre 1961 accoratamente lo invitò a tenersi lontano dalle attività finanziarie peculiari al mondo laico. Così tuonò Montini: “Torni a Verona a fare il buon prete!” (DON LUIGI VERZÉ, Pelle per pelle, Mondadori, 2004, pp. 50-51). Don Verzé però non lo fece. Nel citato volume sembra quasi che voglia rinfacciare a papa Montini di avergli dato un tale consiglio per lui palesemente errato. Se Montini poté capire qual era la situazione, io immagino sarà stato anche per le sue affinità elettive con mons. Enrico Bartoletti, anche se queste si manifesteranno e furono elogiate solo qualche anno dopo. Papa Paolo VI dovette infatti nominare negli anni 1974-1975 ‘Assistente-controllore’ di COMUNIONE e LIBERAZIONE il suo grande amico Mons. Enrico Bartoletti, Segretario Generale della C.E.I., al fine di poter meglio evitare pericolose idee verso azzardate iniziative economico-finanziarie del mondo laico. Per Montini e per il Bartoletti, che miravano ad una Chiesa “povera e profetica”, il pieno coinvolgimento del mondo laico nella vita della Chiesa, la sua piena responsabilizzazione, sarebbe stata infatti soprattutto al fine di poter lentamente ritornare a coltivare un nuovo ed autentico profetismo. Nelle Comunità Apostoliche della Didaché presenti a cavallo fra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, i profeti, anche se laici, avevano infatti la stessa piena dignità sacerdotale dei vescovi. Montini e il Bartoletti miravano, in un lontano futuro, a ritornare a questa situazione (cfr. E. Bartoletti, Mali di Roma). Se in una Comunità della Didaché non ci fosse stato almeno un profeta tutti i beni che essa possedeva andavano elargiti ai poveri. Ma questo disegno, con la tragica morte di papa Albino Luciani (già del Direttivo della CEI al tempo del Bartoletti), fu completamente abbandonato, o travisato. L’amato e caro papa Albino Luciani volle forse fare troppo in fretta? 8/12/2011 F.to GIOVANGUALBERTO CERI.

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